Un aperitivo con i changemakers della salute

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Martedì 18 ottobre sono stata all’headquarter di Sanofi Italia a parlare di opencare e makers per uno degli “Incontri ravvicinati” sul tema:

Changemakers della salute – Si moltiplicano le soluzioni degli innovatori che ripensano la salute personalizzandola, percorrendo sentieri finora inesplorati o intraprendendo percorsi poco battuti.

Insieme a Federico Ferrazza direttore di Wired e Martina Pennisi, giornalista del Corriere della Sera abbiamo ascoltato e commentato 5 storie raccontate da:

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Wearables e tessuti intelligenti a D.N.O

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Dal 27 giugno al 3 luglio WeMake ha partecipato a Digital Experience Week, settimana dedicata allo sviluppo della conoscenza dell’innovazione digitale, alle mutazioni degli stili di vita, alle scoperte scientifiche e all’innovazione a Milano organizzata da Class.

Siamo stati invitati a esporre nell’area a cura di Italo Rota ed Emilio Antinori intitolata D.N.O. Digital Native Objects, mostra dedicata ai produttori di oggetti di robotica applicata, agli oggetti e agli strumenti che coinvolgono il digitale e il quotidiano, esplorando le loro potenzialità e le possibili espansioni.

Alla mostra presso Palazzo Giureconsulti (via Mercanti, 2 – h.10-19) abbiamo esposto The Culture Dress, il risultato della Maker in Residence che Afroditi Psarra e Dafni Papadopoulou hanno svolto a WeMake durante la settimana della moda nel 2015.

Inoltre sabato 2 luglio ho parlato Wearables e tessuti intelligenti nella sessione delle talk pomeridiane:

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Panel Fabcity all’Edison Innovation Week

Edison torna a promuovere l’innovazione a Milano, dopo il percorso dell’anno scorso (in cui ho accennato qui) che ha portato alla pubblicazione di Lezioni di Futuro arriva l’Innovation Week 2016.

L’8 di Giugno dalle 12.00 alle 13.30 sono stata invitata a partecipare al dibattito sulle FabCity insieme a Francesco Bombardi (fondatore offiCUcina), Alessandro Ranellucci (Make in Italy, MakerFaire), Fabrizio Pignoloni (dotdotdot), Giancarlo Orsini (Open BioMedical Initiative) moderati da Giampaolo Colletti.

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image courtesy of Simone Majocchi

Una città connessa, inclusiva, digitale, partecipativa. Una città che si costruisce giorno per giorno con il contributo di tutti. Una città in cui il cittadino consumatore finale è critico e partecipe, “eco” e solidale, attento alle dinamiche del fare comunità. Una città che non è solo smart ma è anche fab. Perché oggi anche in Italia si moltiplicano nuovi modelli di costruzione del fare città e fare impresa.  

Perché una città può essere classificata come smart city se gestisce in modo intelligente (“smart”, appunto) le attività economiche, la mobilità, le risorse ambientali, le relazioni tra le persone, le politiche dell’abitare ed il metodo di amministrazione. Ed è importante rimarcare come l’aspetto “smart” non debba essere collegato unicamente alla presenza di infrastrutture di informazione e comunicazione, ma anche e soprattutto al ruolo del capitale umano, sociale e relazionale (istruzione, cultura, ecc.), ed al riconoscimento del settore ambientale come fattore importante di crescita urbana, ha spiegato bene pochi giorni fa Marco De Mitri nel suo blog.

Ma quali sono le sfide e le opportunità, quali i modelli di riferimento? Insieme agli esponenti italiani più noti della community dei makers e dei fabbers, un viaggio al centro della città partecipata con Fab City: nuovi cittadini dal cuore verde prendono forma (anche in 3D). Una città del futuro che è anche un po’ presente quella che si racconta all’Edison Innovation Week.

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Textile sensor workshop at the Eu Parliament

On May 31, the EU institutions  hosted the first-ever EU Institutional Maker Faire in the European Parliament building.

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I was invited by organizers to give a 1-hour workshop about wearables, so I proposed a simple hands-on activity to involve participants into discovering the world of e-textile:

“Make a DIY textile sensor” – Smart textiles are fabrics developed with new technologies allow seamless integration of textiles with electronic elements like microcontrollers, sensors, and actuators. Wearable electronics gained lots of attention because they are becoming more accessible to the non-technical crowd thanks to recent open source and educational approach. In this workshop you’ll learn about textile sensors and soft interactions: create your own sensor and connect it with a micro-controller to explore its behaviour.

Here’s a gallery of images about the event:

And some twits from participants:

 

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Size Matters? Evaluating prosperity and growth workshop

Together with Serena Cangiano, I was in Brussels for a 4-hour workshop  within DSI4EU project funded by European commission and in partnership with NESTA and Waag.

We invited local projects and communities to have a discussion around the evaluation of how open source and maker projects can grow; how they are re currently growing; and how they could have a better impact according to factors and values that make a project sustainable beyond financial and commercial parameters.

Size Matters?” was a hands-on workshop focused on key questions such as:
– can maker projects scale while considering societal good as a parameter?
– what is a sustainable way of growing as an innovator?
– can social impact be the driver of the bottom-up innovation?

Together we started answering these questions and creating a “maker” scale, a dynamic open source tool that will support the community of social innovators to grow considering values such as the creation of a community, the technological openness, communication, and financial sustainability. In the next weeks we’re going to start sharing documentation and concept on github.

The workshop took place during the first European Maker Week, on Tuesday 31st May afternoon in Brussels at iMal Center for Digital cultures.

 

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About DSI4EU
DSI4EU is a EU community funded project that will support, grow and scale the current Digital Social Innovation network of projects and organisations, bringing together social entrepreneurs, hackers, communities and academics working on key DSI fields such as the makers movement, the collaborative economy, open democracy and digital rights.

The DSI4EU consortium partners are: NESTA UK, WAAG, SUPSI.
http://www.digitalsocial.eu

La storia di Marie e del suo cuore digitale ci parla delle nuove frontiere di hacker e makers

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(originally created and posted on CheFuturo)

“Oggi sono qui per parlarvi di un tema che mi sta molto a cuore. Porto con me un dispositivo medico, un pacemaker che genera ogni singolo battito del mio cuore. E come posso fidarmi del mio stesso cuore quando è controllato da una macchina che gira su codice proprietario e senza alcuna trasparenza?”

Così ha iniziato il suo intervento Marie, al 32esimo Chaos Communication Congress che da più di 30 anni, nella settimana tra Natale e Capodanno, ospita una serie di interventi sul tema della sicurezza, crittografia e libertà di parola in rete e accoglie circa 13 mila persone per 3 intensi giorni fatti di scambio di conoscenze, esperimenti, sessioni di studio, hacking di qualsiasi cosa.

LA STORIA DI MARIE E DEL SUO CUORE DIGITALE

La storia di Marie inizia 4 anni fa quando il suo cuore ha iniziato a battere troppo lentamente ed in emergenza le è stato impiantato un pacemaker, come accade a circa 600 mila persone ogni anno nel mondo. Visto il suo background e la sua attitudine ad indagare dispositivi tecnologici ha sentito l’esigenza di capire come funzionasse ciò che la stava tenendo in vita.

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