Il broccato dei telai a torre di Chengdu

L’allevamento del baco da seta in Cina ha avuto origine nel Sichuan più di 4000 anni fa quando Chengdu era la capitale del regno di Shu. E proprio con questo nome, Shu, viene chiamato  il broccato con origini più  antiche da cui tutti gli altri si sono poi evoluti.

Il broccato è un particolare tipo di tessitura che permette di ottenere delle illustrazioni complesse, alternando fili molto sottili di seta, che danno l’impressione di essere ricamate su stoffa.

Il commercio dei tessuti di broccato si articolò attraverso la via della seta, in tutta l’Asia e in Europa a partire proprio da Chengdu, in cui la manifattura della seta (dall’allevamento dei bachi fino alla confezione degli abiti) e il suo commercio si sviluppò fino a raggiungere, nella dinastia Qing, la diffusione di 10 mila telai e più di 2000 laboratori attivi.

Nel 2009 ha inaugurato il Chengdu Shu Brocade and Embroidery Museum, su iniziativa della Chengdu Silk Corporation, azienda statale che dagli anni ’50-’60 ha organizzato la produzione utilizzando telai meccanici perché il costo della manodopera era diventato eccessivo, e l’utilizzo di telai completamente manuali non riesce a superare una produzione di 6-8 centimetri al giorno di broccato. Continue reading Il broccato dei telai a torre di Chengdu

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Textile Academy bootcamp in Barcelona

Fabricademy is a new textile academy  functioning on the same principles and infrastructure of the global Fab Lab network, but focused on new alternative materials, processes and techniques related to textiles, wearables and soft fabrication. The class will be launched in September 2017, with a top level faculty and an extensive program of 13 weeks, followed by two months of individual project development. Many labs around the world have already expressed interest in participating to this program and it will be opening soon students applications. The course is planned to be carried out all over the world with local and remote sessions. Continue reading Textile Academy bootcamp in Barcelona

Un aperitivo con i changemakers della salute

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Martedì 18 ottobre sono stata all’headquarter di Sanofi Italia a parlare di opencare e makers per uno degli “Incontri ravvicinati” sul tema:

Changemakers della salute – Si moltiplicano le soluzioni degli innovatori che ripensano la salute personalizzandola, percorrendo sentieri finora inesplorati o intraprendendo percorsi poco battuti.

Insieme a Federico Ferrazza direttore di Wired e Martina Pennisi, giornalista del Corriere della Sera abbiamo ascoltato e commentato 5 storie raccontate da:

Innovation and ready made in Mons

For Mons 2015, the Maison du Design organised Innovation & Ready Made, a festival that reflected on the conservation and effective use of expertise and products. The goal was to stimulate discussion about new production models, responsible innovation, sustainable development and the role we can play in our environment as citizens, designers, students and so on. Open source, the maker movement, do it yourself and 3D printing was the focus of our reflections.

Through a round table and participatory conferences, Innovation & Ready Made addressed issues related to the evolution of manufacturing technologies, new production models, the life cycle of a product and the future of industrial production in a sustainable development framework.

I took part to a debate on September 25th titled: “Manufacturing technologies, new production models and product life cycles” moderated by Giovanna MASSONI, Design Consultancy and Curator – Designstreams and together with: Continue reading Innovation and ready made in Mons

Il sistema dei Makers per Out of Fashion a WeMake

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A meta’ gennaio (venerdi’ 16 e sabato 17) ospitiamo presso Wemake Makerspace un modulo di Out of Fashion, primo corso di formazione sulla cultura della moda consapevole, etica e innovativa. Oltre a esaminare l’ecosistema dei makers e il concetto di Brand open source sviluppato da Serpica Naro e continuato nel progetto Openwear, introdurro’ alle tecnologie di prototipazione rapida con un percorso teorico e pratico su lasercut e stampa 3d:

Da una parte l’etica, dall’altra una nuova metodologia di lavoro a partire dalla tecnologia digitale come opportunità per il sistema della moda. Verrà affrontato il concetto di brand dai codici aperti e le potenzialità di un’evoluzione verso una nuova prospettiva del lavoro nella moda fondata sulla condivisione, la collaborazione e l’innovazione. Dal brand open source alla digital fabrication, passando per l’ecosistema di Makers e alcuni esempi di imprese creative con obiettivi e finalità fuori dagli schemi di start-up classica.

Workshop pratici di prototipazione e produzione on demand sull’utilizzo della lasercut e dei comandi di grafica vettoriale per tagliare e decorare un accessorio indossabile di feltro, e della stampa 3d per accessori e componenti.

Qui trovi il programma >>

Journal of peer production on Shared Machine Shops

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Reflecting on the real impact of Maker Movement and next steps in the Journal of Peer Production Issue #5:

Despite the marketing clangour of the “maker movement”, shared machine shops are currently “fringe phenomena” since they play a minor role in the production of wealth, knowledge, political consensus and the social organisation of life. Interestingly, however, they also prominently share the core transformations experienced in contemporary capitalism. That is, for the individual: the convergence of work, labour and other aspects of life. Moreover, on a systemic level: the rapid development of algorithmically driven technical systems and their intensifying role in social organisation. Finally, as a corollary: the practical and legitimation crisis of modern institutions, echoed by renewed attempts at self-organisation.

Contribution by various protagonists of the makers’ scene. Here’s the executive summary:

  • Shared Machine Shops are not new.
  • Fab Labs are not about technology.
  • Sharing is not happening.
  • Hackerspaces are not open.
  • Technology is not neutral.
  • Hackerspaces are not solving problems.
  • Fab Labs are not the seeds of a revolution.

Read the issue >>