Introduzione agli e-Textile all’Isola Design District

Per la settimana del design WeMake è stato invitato a proporre una presentazione sul tema della formazione nei fablab e un workshop di introduzione agli etextile all’interno della giornata dedicata alla fabbricazione digitale, domenica 14 Aprile 2019 in Unlimited Design Talks all’interno di Isola Design District. Continue reading Introduzione agli e-Textile all’Isola Design District

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Brooklyn Fashion + Design Accelerator names 23

Last February The Brooklyn Fashion + Design Accelerator  posted a list of  ‘23 Women Leading the World of Fashion Technology’ and unexpectedly I’m in, together with some of my friends and colleagues like Meg Grant, Liza Stark, Lara Grant, Kate Hartman, Ebru Kurbak, Kristi Kuusk, Irene Posch, Hannah Perner-Wilson and Mika Satomi.

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La cura che cambia – il report è online!

Sono lieta di annunciare che è online il report a cui ho collaborato con Serena Cangiano, Valeria Graziano e Maddalena Fragnito nei mesi scorsi intitolato La cura che cambia – Pratiche e culture di Salute Collaborativa in Italia  promosso da Nesta Italia, in collaborazione con Agenzia Lama, WeMake e il supporto di UniCredit.  Lo studio prende il via dal concetto di Salute Collaborativa (tradotto dalla definizione inglese People Powered Health, portata avanti da Nesta UK da due decenni) che intende trasmettere un approccio innovativo per risolvere le sfide della salute e del welfare, basato su alcuni elementi fondamentali quali la centralità della persona e dei suoi bisogni, la sua responsabilizzazione e coinvolgimento attivo e la valorizzazione di dinamiche collaborative a vari livelli, per esempio tra medico e paziente, tra pazienti affetti dalla stessa patologia, tra professionisti, caregiver o membri di una certa comunità. Stiamo parlando di nuove sfide e approcci nella sanità nel contesto di un sistema sanitario che spesso non riesce a dare risposte alle necessità dei pazienti a causa di limitate risorse, del cambiamento delle patologie più diffuse o dell’invecchiamento della popolazione.

Leggi e scarica il report in PDF: La cura che cambia Pratiche e culture di Salute Collaborativa in Italia

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WeMake è nodo ufficiale di Fabricademy

La Fabricademy è un corso transdisciplinare focalizzato sullo sviluppo di nuove tecnologie nell’ambito del tessile, dall’industria della moda sino al mercato dei wearable ed etextile.
Dal suo lancio nel 2017 WeMake è nodo ufficiale del network e cura il modulo dedicato alla moda open source.

Una volta all’anno si svolge anche un bootcamp, che lo scorso maggio si è svolto a WeMake. È stata una settimana molto intensa nella quale professionisti, appassionati, innovatrici, studenti, artiste da tutto il mondo hanno popolato il nostro fablab/makerspace per seguire 40 ore di aggiornamento sulle novità nel campo della moda all’incrocio tra tecnologia, biologia e artigianato. Continue reading WeMake è nodo ufficiale di Fabricademy

Ricerca responsabile e fablab in “Scienziati in affanno”

L’innovazione tecno-scientifica ha sicuramente beneficiato la società, ma sono gli scienziati stessi a ricordarci che è necessario fermarsi e costruire un senso da prospettive e posizioni differenti. Ed è in un contesto più generale delle politiche della ricerca europea che viene affrontato questo tema nel libro “Scienziati in affanno? Ricerca e Innovazione Responsabili (RRI) in teoria e nelle pratiche” a cura di Alba L’Astorina e Monica Di Fiore, pubblicato a maggio 2018 ed edito dal CNR. Continue reading Ricerca responsabile e fablab in “Scienziati in affanno”

Innovatori urbani al Focus Adriano Olivetti a Torino

Comunità concreta ed economia conviviale… «la salute del divenire quel che si è», questo il tema della quinta edizione del Focus: Adriano Olivetti in programma per l’8 e 9 giugno a Torino.

Invitata da Michele Fasano, ho partecipato alla tavola rotonda “L’artigiano digitale innovatore urbano” del 9 giugno alle 11 portando la prospettiva di un makerspace/fablab nella discussione. WeMake per DNA è un luogo di innovazione e contaminazione, un luogo dove si passa concretamente dall’idea, alla progettazione e alla prototipazione.

Il Focus è un appuntamento che in realtà si trasforma in un luogo di elaborazione di pratiche e collaborazioni finalizzate a un nuovo tessuto comunitario che mira alla trasformazione sociale a partire dalla responsabilità delle imprese.

Arrivato alla sua sesta edizione anche quest’anno il Focus continua la sua azione di stimolo del pensiero traendo spunto da esperienze concrete. Le prime due edizioni del 2013 e 2014 sono state dedicate allo studio dell’esperienza storica di Olivetti, successivamente sono state presentate esperienze imprenditoriali innovative, capaci di innescare buone pratiche che ambiscono a suggerire una nuova teoria,  economica, politica e sociale.

Nel 2018 si prosegue in questa direzione e proponendosi come momento d’incontro e confronto tra gli attori che animano il mondo dell’economia responsabile: Economia del Bene Comune, Economia Civile, Economia di Comunione, Nuova Costruttività, Rete Economia Solidale, B-Corporations, cui si aggiunge la Società dei territorialisti, sempre in collaborazione con la Fondazione Adriano Olivetti.

Qui il programma.

Meeting at the makerspace with fashion tech designer Anouk Wipprecht

(originally posted on Digicult – versione italiana sotto)

In “The Diamond Age, A Young Lady’s Illustrated Primer”, a cyberpunk novel by Neal Stephenson, where a near-future world is revolutionised by nanotechnology, Constable – the protagonist’s adoptive father – asks her daughter Nell which path she wants to take: “conformity or rebellion?”. Nell’s goes: “Neither one. Both ways are simple-minded — they are only for people who cannot cope with contradiction and ambiguity.”

Somehow the path Anouk Wipprecht took in her life had to deal with some of the challenges which reminded me of Nell and, like her, she didn’t allow creativity to be sacrificed for conformity. Back in September I spent with Anouk a day wandering from location to location here in Milan, in order to meet all the appointments of her schedule and then perform at Meet the Media Guru, a series of events featuring international leaders in digital culture discussing a variety of topics from science to fashion and environment.

Her work as a fashion tech designer brings her all over the world, especially in the US, where a diverse range of companies like Intel, Samsung and Swarovski commissioned her installations and products mixing the futuristic aesthetics of digital fabrication design, with the most innovative components of wearable tech. Since she started working in this field 12 years ago, she’s been developing 37 projects mainly transforming dresses into interfaces: through the use of robotics and open hardware finally fashion starts talking to us.

During our conversation and her keynotes, it’s clear how for Anouk Wipprecht that fashion means mainly dealing with expressiveness and communication. Born in the Netherlands she studied fashion since age 14 even if her family, not having a wealthy background, would have preferred she’d chosen something more oriented to a “real job”, like being a lawyer or a doctor. In those days Anouk was into drawing and the act of sketching garments became a way to express herself and overcome her introvert attitude. Continue reading Meeting at the makerspace with fashion tech designer Anouk Wipprecht