The new Global Wealth Machine/ La ricchezza globale di pochi

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Sovereign wealth funds have emerged in recent months as the world’s power brokers. They have used tremendous wealth to make big cross-borders investments and prop up some of Wall Street’s best-known firms

(EN) These funds, unlike Private Equity Funds, are state-sponsored investment vehicles and their assets is around 2 trillion dollars (as Italy’s 2007 Gross Domestic Product!).

Let’s follow the money and their centers of gravity in this infographic from New York Times with faces and names of the actors in the game. And for more reflections on the topic don’t miss Brian Holmes’ juicy post.

And if you feel dynamic this summer, get ready for a Global Day of Action against Private Equity funds. In London the appointment is for the 17th of July 1:00 PM in Trafalgar Square (near the lions)

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I fondi sovrani si sono fatti notare nei mesi scorsi come i broker del potere globale. Hanno usato l’enorme ricchezza raccolta per investimenti internazionali supportando alcune delle più conosciute aziende di Wall Street

(IT) Questi fondi, diversamente dai Private Equity, fanno investimenti sponsorizzati dagli stati e i loro beni si si aggirano intorno ai 2 trilioni di dollari (il prodotto interno lordo dell’Italia!)

Seguiamo quindi questi soldi e i loro centri di gravità in questa mappa realizzata dal New York Times con i nomi e le facce degli attori in gioco. E per approfondire l’argomento val la pena leggersi il denso post di Brian Holmes con le sue esplorazioni globali.

Se poi quest’estate vi sentite particolarmente dinamici preparatevi alla Global Day of Action against Private Equity funds. L’appuntamento è per il 17 luglio alle 13 in Trafalgar square (davanti ai leoni!)

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Are you “having a life”/ Può esserci vita in un business model?

(EN) Athletics is an interesting art and design collective. They attracted my retina with this simple but dense infographic showing how their business model differenciates from those that are more traditional. They insert concepts like “big picture”, “creative happiness”, “larger cultural context” and “having a life” that usually don’t find room in everyday work experience.

They also refresh designer Charles Eames‘ scheme “What is design?” and give me the chance to show you his wife 1977 video “Power of ten”, in which they depict the relative scale of the Universe in factors of ten.

(IT) Athletics è un collettivo di arte e design che ha colpito la mia retina grazie alla recente infografica che hanno creato per mostrare come il loro business model si differenzia da quelli più classici. Hanno infatti inserito concetti come “felicità creativa”, “contesto culturale pià ampio”, “avere una vita” che non emergono solitamente nella vita lavorativa di cui abbiamo esperienza ogni giorno.

Rinfrescano anche uno schema fondamentale dal titolo “What is design?” creato dal designer Charles Eames, dandomi così l’opportunità di pubblicare il video creato da sua moglie, in cui lui ha collaborato, che mostra le potenza di dieci nelle grandezze dell’Universo.

Hi rates of E-talking/ Si alzano i livelli di e-talking

(EN) Some weeks ago World Health Organization has published a new report titled: “Global alcohol, Tobacco, Cannabis, and Cocaine Use” showing not only that USA and New Zealand love cannabis, but that 16% of americans use cocaine and “stringent user-level illegal drug policies did not have lower levels of use than countries with more liberal ones”. The study describes data coming from 17 countries and other interesting foundings are:

  • USA has the highest level of legal and illegal drugs
  • Higher income is related to drug use of all kinds
  • Marital status is found to be linked to illegal drugs
  • Cocaine and cannabis are more likely used by people never married or previously married
  • Men use more drugs than women

This survey remind me that E-Talking video that i chose for this post, by the belgian Soulwax, is still a precious resource 😉

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(IT) Qualche settimana fa l’Organizzazione mondiale della Sanità ha pubblicato una ricerca intitolata “Global alcohol, Tobacco, Cannabis, and Cocaine Use” in cui si mostra non solo che Usa e Nuova Zelanda adorano la cannabis ma che il 16% degli americani fanno uso di cocaina e politiche repressive dei consumatori non portano a un minore uso di droghe rispetto agli stati che sono più liberali. Lo studio analizza i dati provenienti da 17 paesi nel mondo e rileva altri fatti curiosi come:

  • Gli USA consumano più droghe di tutti, legali e illegali
  • L’uso di droghe è collegato all’alto reddito
  • Gli ammogliati usano più droghe illegali
  • Cocaina e cannabis sono più usate da single e divorziati
  • Gli uomini si drogano più delle donne

Leggendo la ricerca mi sono ricordata di quanto sia ancora prezioso il video, che ho scelto di mettere in testa a questo post,  dei belgi Soulwax, E-Talking (2006).

350ppm, 90 seconds, zero words/ 350ppm, 90 secondi, zero parole

(EN) Since the pre-Industrial Revolution concentration of carbon (Co2) in the atmosphere was roughly 275 ppm (parts per million). Carbon dioxide, mostly from burning of coal, gasoline and other fossil fuels, traps heat that otherwise would radiate into space. To decelerate Global Warming, CO2 will need to be reduced from its current 385 ppm to at most 350 ppm. 350 is the magic number, the safety line.

The United Nations is working on a treaty, which is supposed to be completed in December of 2009 at a conference in Copenhagen, Denmark. But the current plans for the treaty are much too weak to get us back to safety.

America has been producing more co2 than any other country, and leads the industrialized world in per capita emissions. Even though China now, for the first time last year, produces more co2 annually, the US still produces many times more carbon per person than China, India, and most other countries. And America has blocked meaningful international action for many years. So from USA starts this new campaign called 350 Global Warming. Global Action. Global Future.

They have produced a cool video infographic (embedded this page) to explain the problem and a crafty initiative spread the word. L’anidride carbonica

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(IT) Al tempo della Rivoluzione pre-Industriale la concentrazione di anidride carbonica (co2) nell’atmosfera era di 275 ppm (parti per milione).L’anidride carbonica, che deriva dalla combustione di combustibili fossili come il carbone e il petrolio, intrappola il calore che dovrebbe invece disperdersi nello spazio. Per decelerare il riscaldamento globale dovremmo ridurre la presenza di co2 dagli attuali 385 ppm a 350ppm massimo. 350 diventa quindi il numero magico, la linea di sicurezza a cui tornare per limitare i danni.

Le Nazioni Unite stanno lavorando ad un trattato che dovrebbe essere completato per la conferenza di dicembre 2009 a Copenhagen in Danimarca. Ma i piani del trattato sembrano troppo deboli per arrivare alla soglia di sicurezza.

Gli USA hanno prodotto più co2 rispetto a tutti gli altri paesi del mondo e ancora guida la classifica delle emissioni pro capite. La Cina per la prima volta l’anno scorso a superato gli USA nelle emissioni annuali di co2 ma rimane in testa per quelle pro capite rispetto a Cina, India e altri paesi. Gli USA poi in questi anni hanno sistematicamente bloccato qualsiasi iniziativa internazionale che cercasse di risolvere la questione. E proprio dagli States parte la campagna 350 Global Warming. Global Action. Global Future.

Hanno prodotto il video che ho messo in testa alla pagina e anche un’iniziativa che ha coinvolto il mondo delle autoproduzioni dal titolo Get Crafty.

How do men die in USA?/Come muoiono gli uomini negli USA?

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(EN) Brilliant skull infographic from USA based on the estimates of mortality from the Centers of DIsease Control and Prevention WONDER database. How do women die?

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(IT) Infografica a forma di teschio con i dati sulle stime di morte in USA creata a partire dalle statistiche dei Centers of DIsease Control and Prevention WONDER. E le donne come muoiono?

We are what we spend/Siamo quello che consumiamo

The New York Times Chart
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(EN) The New York Times often attaches good infographics to its articles. This time is about consumption and the speed of goods’ spread.

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(IT) Il New York Times spesso allega ai propri articoli delle infografiche che raccontano in un’immagine le conclusioni dell’articolo e ci fanno andare oltre, permettendoci di tirare le nostre. In questo caso analizzano i consumi degli americani sulla base del reddito e li confrontano con la velocità con cui i beni di consumo si sono diffusi nella popolazione dai primi del ‘900 ai giorni nostri.