Under the sea / In fondo al mar


(EN) My friend Paolo together with infographic designer David Boardman launched today the english version of  in.fondo.al.mar (under the sea),  an info-visualisation work-in-progress project about a series of sinkings and incidents in the Mediterranean Sea in the last 30 years, involving  “poison-ships”, which are suspected of having carried toxic and radioactive waste.

The most shocking fact about these sinkings is that the ships would have been sunk deliberately to dispose of tons of toxic, chemical and radioactive waste. The mechanism is simple: you own a big container ship that has an accident and is sinking or is very old. You don’t want to lose all the money so you sell your ship to organized crime which will stuff it with toxic waste (ah the business of toxic waste!) and let it sink.

I made the story simple, but many subjects are involved in this traffic, also some institutions: here’s an article in italian on the topic written by Paolo and other journalists, going deeper on the topic.

(IT) Il mio amico Paolo e il designer infografico David Boardman hanno lanciato oggi la versione in inglese di in.fondo.al.mar , un progetto di infovisualizzazione work-in-progress con lo scopo di mappare una serie di affondamenti e incidenti avvenuti nel Mediterraneo negli ultimi 30 anni,  delle cosiddette “navi tossiche”, sospettate di trasportare rifiuti tossici e radioattivi.

Il fatto scioccante di questi affondamenti è che le navi sarebbero state fatte affondare deliberatamente per liberarsi di tonnellate di rifiuti tossici, chimici e radioattivi. Il meccanismo è semplice. Possiedi una nave container che ha un incidente e sta affondando o è molto vecchia. Non vuoi perdere tutti i soldi, allora decidi di venderla al crimine organizzato che la riempie di rifiuti tossici (ah il business dei rifiuti tossici!) e la fa affondare.

E’ più complicato di così e i soggetti coinvolti sono numerosi, compreso alcune istituzioni: per approfondire l’argomento leggi l’articolo scritto da Paolo e altri giornalisti.


Open source activity map / La mappa dell’attività open source

Where is open source
Where is open source

Red Hat published a new study together with Georgia Tech mapping open source activity across 75 countries. Officially called the Open Source Index (OSI), the final score is made of a number of factors including policies, practices in the Government, Industry, and Community. Topping the list current is France with a score of 1.35. Spain is second at 1.07, Germany third at 1.05, United States  ninth at 0,89, Italy  eleventh at 0.70. Some countries are not in the list because data are not available. On the website it’s clear that the map is a work in progress:

The practical significance is something that must still be evaluated. This Index does not make any final causal statements about what causes or does not cause open source activity. It’s a tool to start to find those relationships and build an evidence base.

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Red Hat ha pubblicato uno studio fatto insieme a Georgia Tech mappando l’attività open source in 75 paesi del mondo. L’hanno chiamato Open Source Index (OSI) e viene generato sommando una serie di fattori tra cui le politiche e le pratiche nel Governo, nell’Industry e nella Comunità. In testa per ora troviamo la Francia con un punteggio di 1.35, al secondo posto la Spagna con 1.07, al terzo Germania con 1.05, gli Stati Uniti al nono con 0,89 e l’Italia all’11 posto con 0,70. Alcuni paesi non sono presenti perchè mancano i dati. Sul sito risulta chiaro che la mappa rappresenta un punto di partenza di un work in progress:

Il significato pratico è ancora qualcosa che va valutato. L’index non determina quali sono le cause di una maggiore o minore attività open source. E’ uno strumento per iniziare a individuare quelle relazioni  e creare una base dati da cui partire.

Assault on Gaza / Assalto a Gaza

Solidarity map
Solidarity map

(EN) A group of designers, architects, researchers, media people, and other activists from Lebanon and Palestine made this map to show the intensity of bombing and casualties in Gaza since 27th december 2008.


(IT) Un gruppo di designers, architetti, ricercatori, mediattivisti e altri attivisti provenienti dal Libano e Palestina hanno prodotto questa mappa che ci mostra l’intensità dei bombardenti e delle morti a Gaza dallo scorso 27 dicembre 2008.

> thanx to Paolo

50 years of global warming / 50 anni di riscaldamento globale

(EN) The first documentary to denounce the problem of global warming celebrates its 50th birthday in 2008. It was produced by Bell Labs and was shown in middle school science classes throughout the sixties in USA. Unfortunately  It didnt have the power to change the mind of a generation that became more and more dependent on oil. Are we ready for action?

While Berlusconi wants to renegotiate European policy on climate due to financial crisis, some other are working on a plan demonstrating how a Green Recovery Program (check interactive map) could benefit States.


(IT) Il primo documentario a denunciare il dramma del riscaldamento globale provocato dall’inquinamento compie quest’anno 50 anni. Prodotto da Bell Labs e mostrato a partire daglii anni ’60 durante le lezioni di scienze nelle scuole americane non è riuscito a influenzare le menti di quella generazione che è diventata sempre più dipendente dal petrolio. E’ fianlmente arrivato il momento di agire? E mentre Berlusconi minaccia di voler rinegoziare le politiche europee sul clima a causa della crisi finanziara, altri stanno lavorando ad un piano per dimostrare come un Green Recovery Program (c’è una mappa interattiva) potrebbe beneficiare gli Stati che lo adottano.

One big island over the ocean/Una grande isola nell’oceano

Dymaxion Map - click to animate
Dymaxion Map - click to animate

(EN) That’s what the world is for the american architect and futurist Buckminster “Bucky” Fuller who, in 1946 created and patented the Dymaxion map of the Earth, a projection of a global map onto the surface of a polyhedron. I was reminded of this map by the notes from the panel Cartography of Protest and Social Changes at the Conflux Festival, taken by one of the explorers of we-make-money-not-art. If you like maps and strive to bring social change the infos contained in these notes are an excellent starting point.


(IT) Questo è il mondo per l’architetto e futurologo americano Buckminster “Bucky” Fuller che, nel 1946 ha creato e brevettato il Planisfero Dymaxion, una proiezione del globo terrestre sulla superficie di un poliedro. La mappa mi è tornata alla memoria leggendo gli appunti presi da uno degli esploratori di we-make-money-not-art , al panel su Cartografia della protesta e Cambiamenti Sociali al Conflux Festival. Se ti piacciono le mappe e ti interessi di cambiamenti sociali, le info contenute in questi appunti sono un punto di partenza eccellente.

Things to say during sex/ Cosa dire mentre si fa sesso

Click to enlarge the Map of Things to say during sex
Click to enlarge the Map of Things to say during sex

(EN) Good and bad! If sex lets you without words,  explore the map and get inspired …

Thanx to Michael Surtees


(IT) Buone e cattive! Se il sesso ti lascia senza parole, esplora la mappa e lasciati ispirare…

Grazie a Michael Surtees

Time for Climate Camp/Tempo di Climate Camp

climate camp
Climate Camp - Click to enlarge

(EN) Climate Camp 2008 started last monday and is located near Kingsnorth, a coal-fired power station that pumps 10 million tonnes of carbon dioxide into the atmosphere every year. The organizers chose this location ‘cos while the current power station is scheduled to be knocked down, owners plan to build a brand new coal-fired plant in same place. On Saturday August 9th, the climate camp will go beyond talk and in a mass action will shut down Kingsnorth.

At the beginning of July they distributed 30.000 copies of an inspiring freepress describing the politics or radical climate camp activism and the plan for the forthcoming week. There is also a nice hand-drawn map of the camp.

When a climate camp in Italy that recently inaugurated a new coal power plant?

(IT) Lunedì scorso è iniziato il Climate Camp 2008, posizionato proprio vicino a Kingsnorth una centrale a carbone che pompa nell’atmosfera 10 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Gli organizzatori hanno scelto questo luogo perchè la centrale attiva ora verrà presto smantellata per ricostruirne un’altra nonostante le emergenze di riscaldamento globale. Il 9 agosto è proprio in programma un’azione di massa che partirà dal campo per chiudere la centrale.

All’inizio di luglio, per lanciare il camp, è stato distribuito in 30mila copie un freepress in cui si racconta che tipo di politica di attivismo radicale sul clima si sarebbe messa in atto nella settimana di agosto e in cui troviamo una bella mappa disegnata a mano di come si configurerà il campo.

A quando un climate camp in Italia, che recentemente ha visto l’inagurazione di una nuova centrale a carbone?


UPDATE! (8/8/2008)

The replica of the Kingsnorth coal-fired power station has been occupied by one inch tall climate change campaigners at the Legoland park in Windsor (UK)!

La replica fatta con i mattoncini lego della centrale a carbone di Kingsnorth è stata occupata da attivisti di 3 cm al parco di Legoland a Windsor (UK)!